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La Galleria dell'Accademia fu fondata nel 1784 dal granduca Pietro Leopoldo, insieme al riordino dell'Accademia di Belle Arti. Dal 2025 fa parte del gruppo Galleria dell'Accademia di Firenze e Musei del Bargello, non degli Uffizi. Tra il 2016 e il 2024 molte sale sono state rinnovate: Gipsoteca, Sala del Colosso, sale bizantine, primo piano, strumenti musicali, sale del Duecento e del Quattrocento e facciata.
Il museo non è grande come gli Uffizi, e proprio per questo si può vedere con calma in una mattina. Qui sotto ci sono le sale da non perdere, un percorso possibile e qualche consiglio per evitare le ore più affollate.
La risposta breve
Oltre al David, alla Galleria dell'Accademia meritano attenzione i quattro Prigioni e il San Matteo di Michelangelo, la Pietà di Palestrina (di attribuzione discussa), il modello del Ratto delle Sabine di Giambologna nella Sala del Colosso, i dipinti a fondo oro, la Gipsoteca Bartolini e il Museo degli strumenti musicali. Per una visita completa si calcola di solito circa un'ora, anche se il museo non indica un tempo ufficiale. Il primo turno del mattino è in genere il più tranquillo.

Cosa non perdere alla Galleria dell'Accademia?
Il David nella Tribuna, i Prigioni di Michelangelo, la Sala del Colosso, la Gipsoteca Bartolini e il Museo degli strumenti musicali. Chi ha più tempo aggiunga le sale dei dipinti a fondo oro.
In sintesi, le tappe principali sono:
- Tribuna del David: l'originale di Michelangelo, 517 centimetri di marmo, sotto il lucernario progettato da Emilio De Fabris.
- Galleria dei Prigioni: quattro figure non finite pensate per la tomba di papa Giulio II, il San Matteo e la Pietà di Palestrina.
- Sala del Colosso: il modello a grandezza naturale del Ratto delle Sabine di Giambologna.
- Dipinti a fondo oro: pittura fiorentina dal Duecento al Quattrocento.
- Gipsoteca Bartolini: i modelli in gesso di Lorenzo Bartolini e i calchi di Luigi Pampaloni.
- Strumenti musicali: circa 50 strumenti delle collezioni medicee e lorenesi.
Ognuna di queste sale è descritta nelle sezioni seguenti, con un percorso suggerito alla fine.
Cosa sono i Prigioni di Michelangelo?
Sono quattro grandi figure in marmo lasciate non finite, pensate da Michelangelo per la tomba di papa Giulio II. Sono esposte lungo la galleria che porta al David.
I Prigioni, chiamati anche Schiavi, sembrano uscire a fatica dal blocco di pietra: alcune parti del corpo sono lavorate, altre appena sbozzate. Proprio perché non finiti, permettono di capire come Michelangelo lavorava il marmo, togliendo materia strato dopo strato. Molti visitatori li trovano più coinvolgenti del David stesso.
Nella stessa galleria si trovano il San Matteo, anch'esso incompiuto, e la Pietà di Palestrina, attribuita a Michelangelo ma con un'attribuzione discussa dagli studiosi. Conviene percorrere la galleria lentamente, prima di arrivare alla Tribuna, e tornarci dopo aver visto il David.

L'audioguida racconta Prigioni, David e strumenti musicali al proprio ritmo, in nove lingue, con ingresso a orario incluso.
PrenotaCosa c'è nella Sala del Colosso?
Il modello a grandezza naturale del Ratto delle Sabine di Giambologna. La versione in marmo, del 1582, si trova sotto la Loggia dei Lanzi in Piazza della Signoria.
La Sala del Colosso è stata rinnovata negli ultimi anni e ospita il grande modello preparatorio del gruppo scultoreo di Giambologna. Le fonti non sono concordi sul materiale, quindi è corretto parlare semplicemente di modello a grandezza naturale. Intorno sono esposti dipinti del Quattrocento e del primo Cinquecento.
Il confronto tra il modello e il marmo è uno dei piccoli piaceri di una visita a Firenze: dopo l'Accademia, il gruppo finito si vede gratis sotto la Loggia dei Lanzi, a circa 15 minuti a piedi, accanto alla copia del David in Piazza della Signoria.
Cosa sono i dipinti a fondo oro dell'Accademia?
Sono tavole dipinte su fondo d'oro dal Duecento al Quattrocento, opere dei cosiddetti primitivi fiorentini. Il museo espone anche dipinti del Rinascimento.
Le sale dedicate alla pittura dal Duecento al Quattrocento sono state rinnovate tra il 2016 e il 2024. Qui si vedono pale d'altare e polittici dal fondo dorato, legati alla scuola di Giotto e alla pittura fiorentina del Trecento. Le fonti ufficiali citano nelle collezioni anche opere di Botticelli e Ghirlandaio.
Sono le sale che in genere hanno meno visitatori, anche nelle ore più affollate. Per chi ama la pittura sono una buona ragione per non uscire subito dopo il David, e un'occasione per vedere opere importanti con calma.

Cos'è la Gipsoteca Bartolini?
È una sala con i modelli in gesso dello scultore ottocentesco Lorenzo Bartolini e i calchi di Luigi Pampaloni, riaperta dopo un restauro.
La Gipsoteca è una delle immagini più riconoscibili dell'Accademia: file di busti bianchi alle pareti e grandi modelli di monumenti al centro della sala. I piccoli segni scuri visibili su molti gessi sono i punti di riferimento che servivano per riportare le misure dal modello al marmo.
Dopo i lavori di rinnovo la sala è tornata visitabile. È un buon punto per capire come lavorava uno scultore dell'Ottocento, in contrasto con il metodo diretto di Michelangelo visto nei Prigioni.

Cosa c'è nel Museo degli strumenti musicali?
Circa 50 strumenti delle collezioni dei Medici e dei Lorena, tra cui pezzi di Stradivari, un violoncello Amati e due strumenti di Bartolomeo Cristofori, compresa la spinetta ovale del 1690.
La collezione nacque nel 1926 presso il Conservatorio Cherubini ed è esposta all'Accademia dal 1996. Tra i pezzi più noti:
- una viola tenore e un violoncello del 1690 di Antonio Stradivari, realizzati per il Gran Principe Ferdinando de' Medici, e un violino del 1716;
- un violoncello di Amati del 1650;
- due strumenti di Bartolomeo Cristofori, l'inventore del pianoforte: la spinetta ovale del 1690 e uno dei primi strumenti a tastiera verticali.
Un chiarimento utile: all'Accademia non c'è un pianoforte di Cristofori. I tre pianoforti di Cristofori giunti fino a noi sono a New York, Roma e Lipsia. Quello che si vede a Firenze è la spinetta ovale, comunque un pezzo raro.

Quanto tempo serve per visitare l'Accademia?
Di solito circa un'ora, anche se il museo non indica un tempo ufficiale. Chi si ferma nelle sale dei fondi oro e degli strumenti può arrivare a un'ora e mezza.
Le guide di viaggio indicano in genere tra 45 minuti e un'ora e mezza. Con un biglietto a orario si può restare nel museo dopo il proprio turno d'ingresso, fino alla chiusura. Il museo è aperto dal martedì alla domenica dalle 8:15 alle 18:50 e, secondo il regolamento 2026, l'ultimo ingresso è 40 minuti prima della chiusura.
Per vedere le sale con meno persone conviene prenotare il primo turno del mattino; i mesi invernali sono in genere più tranquilli, mentre la prima domenica del mese, gratuita e senza prenotazione, ha le code più lunghe. Altri consigli pratici sono nella guida su orari e consigli per la visita.

Ingresso a orario con audioguida in nove lingue sullo smartphone, auricolari compresi: si visita con il proprio ritmo.
PrenotaQual è un buon percorso di visita all'Accademia?
Un ordine possibile: Sala del Colosso, galleria dei Prigioni, Tribuna del David, Gipsoteca, strumenti musicali e infine le sale dei dipinti a fondo oro.
Un percorso suggerito per circa un'ora:
- Sala del Colosso: pochi minuti davanti al modello del Ratto delle Sabine.
- Galleria dei Prigioni: i quattro Prigioni, il San Matteo e la Pietà di Palestrina, con il David sullo sfondo.
- Tribuna del David: girare intorno alla statua e osservarla da lontano e da vicino.
- Gipsoteca Bartolini: i modelli in gesso dell'Ottocento.
- Strumenti musicali: Stradivari, Amati e la spinetta ovale di Cristofori.
- Dipinti a fondo oro: le sale più tranquille, ideali per chiudere la visita.
Chi entra con il primo turno può invertire l'ordine e andare subito al David, prima che la Tribuna si riempia. Una guida dal vivo segue di solito un percorso simile: la visita guidata di 60 minuti con ingresso a orario parte da Via Ricasoli 39. Per chi deve ancora acquistare l'ingresso, la guida ai biglietti spiega tutte le opzioni.
Biglietto ufficiale a orario per il primo turno, da ritirare in un'agenzia vicino al museo: il percorso si sceglie liberamente.
PrenotaDomande frequenti
Il pianoforte di Cristofori è all'Accademia?
No. L'Accademia conserva la spinetta ovale di Cristofori del 1690 e un suo strumento a tastiera verticale. I suoi tre pianoforti conservati sono a New York, Roma e Lipsia.
Dove si trova il Ratto delle Sabine in marmo?
Sotto la Loggia dei Lanzi in Piazza della Signoria, dove si vede gratuitamente. All'Accademia c'è il modello a grandezza naturale.
Quante opere di Michelangelo ci sono all'Accademia?
Il David, i quattro Prigioni e il San Matteo. La Pietà di Palestrina gli è attribuita, ma l'attribuzione è discussa.
La Galleria dell'Accademia fa parte degli Uffizi?
No. Dal 2025 appartiene al gruppo Galleria dell'Accademia di Firenze e Musei del Bargello, insieme al Bargello e alle Cappelle Medicee.
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Prenotazione tramite GetYourGuide, con cancellazione gratuita fino a 24 ore prima.

Ingresso con orario e audioguida
- Prenotazione dell'orario e biglietto d'ingresso
- Audioguida in app in 9 lingue, con auricolari e Wi-Fi per scaricarla
- Cambio del voucher in un ufficio vicino alla Galleria, secondo l'opzione scelta

Visita guidata all'Accademia con ingresso
- Guida dal vivo in italiano, inglese, tedesco, spagnolo, francese o portoghese
- Ingresso con orario prenotato e auricolari
- Visita guidata di 1 ora, poi tempo libero nel museo

Biglietto con orario per il David
- Biglietto d'ingresso con orario prenotato, valido per tutte le sale del museo
- Ritiro all'ufficio di Via degli Alfani 115 R, 10 minuti prima dell'orario
- Audioguida sullo smartphone o esperienza in realtà virtuale, solo se scelte nell'opzione



